Carta della Città di Perugia
Gianluca Rovito - Febbraio 25, 2019
FAMI 2014-2020
Progetto D.E.E.P.
Azione 4 – REALIZZAZIONE DI AZIONI DI COMMUNITY ENVOLVEMENT
CON IL COINVOLGIMENTO DELLE ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI E DEI CITTADINI IMMIGRATI
1 4.2 – realizzazione partecipata di una carta delle città di Perugia e Terni
Stefano Santaniello _ Soc. Coop. Soc. Borgorete – Perugia
stefano.santaniello.ss@gmaiil.com
340 2594001

La parte pratica
In questi mesi di lavoro, abbiamo ragionato, indagato e raccontato la condizione dei migranti a Perugia, abbiamo individuato diverse storie ed episodi e eventi di cronaca da raccontare, abbiamo lavorato per capire quali fossero i modi e anche i mezzi migliori per raccontarle. L’intero lavoro della redazione dei community reporter è un esempio di ciò che si può fare investendo risorse, in termini di tempo e competenze, nei processi per l’integrazione. Da qui, continuando su questa strada potrebbe nascere un lavoro molto più grande e complesso, un lavoro portato avanti direttamente dalla redazione attraverso la creazione di una associazione di promozione sociale che possa essere un collante, un avamposto e una pratica innovativa di integrazione per la Perugia del 2019 non solo delle comunità migranti ma di chi la vive e la racconta con occhi non consueti.
Risultati importanti li abbiamo ottenuti giorno dopo giorno, riunione di redazione dopo riunione di redazione, riflettendo insieme ai ragazzi su cosa significasse costruire una redazione di comunità, su come essa potesse muoversi nel tessuto cittadino e come potesse usare certi linguaggi e certi strumenti per raccontare la realtà e la gente che li circondava: riprese video e video-editing, fotografia, scrittura, interviste, reportage. Con i ragazzi e le ragazze della redazione si è discusso, si è girato per i quartieri, le strade e la cronaca della città, a loro abbiamo trasmesso conoscenze, da loro abbiamo imparato tantissimo, soprattutto in sguardi non consueti.
Il metodo
Il Community Reporting è un movimento di narrazione che opera in tutto il Regno Unito e in Europa per raccogliere storie e voci di persone, sfidare le percezioni e sostenere le persone a descrivere la propria realtà.
I Reporter di Comunità sono formati per raccogliere e creare storie utilizzando un supporto a loro scelta, con particolare attenzione all’utilizzo della tecnologia digitale portatile.
I C.R. sono spesso persone provenienti da comunità emarginate ed escluse, consentendo alle persone di acquisire le capacità per raccontare le proprie storie e le storie di altre persone rappresentandone la voce autentica.
Le storie vengono caricate sul sito www.communityreporter.net e curate dall’Istituto di Community Reporter e questo per permettere ai media di influenzare i decisori politici e altre organizzazioni che lavorano con le comunità.
Le caratteristiche principali del Community Reporting sono:
- la possibilità per chiunque di diventare Community Reporter;
- l’utilizzazione di attrezzature e software liberi o facilmente disponibili quali telecamere, smartphone e tablet;
- la collaborazione e peer reviewing come elementi chiave della formazione per sostenere lo sviluppo del gruppo e della comunità;
- la possibilità di diventare parte di un più ampio progetto europeo poiché la loro formazione è accreditata dall’Istituto di Reporter della Comunità;
- l’accettazione degli standard di qualità in materia di story telling responsabile e reporting etico / contenuto accettabile;
- il fatto che la comunicazione riguarda buone notizie e racconti personali.
La scelta di utilizzare questa metodologia nel progetto DEEP è quindi motivata dall’alta capacità della stessa di coinvolgere gli stessi destinatari all’interno della raccolta delle rappresentazioni che le comunità di immigrati fanno dei servizi del territorio in cui vivono.
Attraverso la metodologia del community reporting sono stati individuati 9 immigrati che hanno costruito due redazioni attive sul territorio regionale e che, attraverso la formazione specifica, sono andati a realizzare prodotti audio, video e testi, utilizzati anche per sostenere tutte le azioni progettuali, da quelle redazionali, a quelle di costruzione di questa carta delle città, passando attraverso il racconto delle città e delle iniziative di riqualificazione urbana che l’hanno attraversate.
Le redazioni territoriali di Communty Reporter, una su Perugia e una su Terni, hanno a oggi realizzato attività di reporting, redazione di articoli, reportage fotografici, reportage, video documentari, video interviste e una rubrica radiofonica dedicata ai loro approfondimenti.
Ulteriori output di progetto sono stati l’ideazione, la costruzione e l’apertura dei canali digitali dove pubblicare tutti i prodotti realizzati durante l’attività di redazione: sito Radio Cult (media partner delle attività), con sezione specifica Progetto DEEP e sui canali social degli stessi, nonché su altri canali di iniziative e progetti coerenti (Umbria Integra – Regione Umbria). Ma non solo l’apertura dei canali digitali, anche quella dei canali social degli stessi e della loro gestione diretta, hanno rappresentato ulteriori output di progetto.
Il loro lavoro si è anche integrato ed è andato agire a supporto delle azioni progettuali realizzate durante l’intero progetto e degli appuntamenti istituzionali (incontri con i decisori politici, con le associazioni di immigrati) permettendone una puntuale reportistica e un valido strumento di disseminazione.
I maggiori punti di forza dell’intera attività sono stati:
- la promozione di strumenti e metodi partecipativi innovativi sperimentali che hanno favorito la cooperazione e il dialogo interculturale tra la comunità autoctona e quella immigrata
- la valorizzazione delle associazioni di migranti nei percorsi di community envolvement e rigenerazione urbana
- la scoperta, racconto e dunque rigenerazione degli spazi urbani cittadini
L’esperienza

“La redazione complessiva è stata costituita da 9 ragazzi pieni di entusiasmo e volontà, che si sono conosciuti direttamente all’interno di questo progetto e si sono impegnati insieme per raccontare il Bel Paese, visto con gli occhi di chi in Italia non ci è nato, ma la considera la sua seconda casa”