ILLUSTRACULT #15 | Dischi illustrati
Ilenia Adornato - Marzo 1, 2019
Il mondo della musica ama da sempre quello delle arti grafiche. La più viva rappresentazione di questo amore, che si nutre di reciproche contaminazioni, è data dalle cover illustrate dei dischi, divenute forme d’espressione di artisti e quindi espressione d’arte.
Possiamo oggi ammirare e collezionare dischi illustrati grazie alla coraggiosa intuizione del graphic designer Alex Steinweiss, l’uomo che inventò le cover illustrate, spiazzando a suon di illustrazioni e dichiarazioni belle così: «amo la musica così tanto da essere disposto ad andare ben oltre quello per cui mi hanno pagato. Volevo che la gente guardando le copertine potesse sentire le note».
Steinweiss, giovanissimo addetto marketing della Columbia Records, riuscì a persuadere i suoi dirigenti e nel 1939 realizzò le prime copertine illustrate (prima del suo avvento i dischi venivano venduti in buste generiche, talvolta personalizzate dai loghi delle case discografiche). Inizialmente l’azienda si spaventò a causa degli alti costi di produzione, i dirigenti dovettero però ricredersi quando si accorsero che la riedizione della Terza Sinfonia di Beethoven segnò un incremento delle vendite del 900% grazie alla sua copertina grafica. Steinweiss realizzò negli anni seguenti migliaia di copertine e a lui si ispirarono designer del calibro di Storm Thorgerson per la realizzazione dell’iconica grafica di The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd.
Prima di entrare nel vivo di questo articolo devo farvi cliccare qui e assicurarmi che siate ben rilassati sui vostri divani.
Bene. Adesso l’unica regola è quella di chiudere gli occhi ogni qual volta ne avvertiate il bisogno. Qui di seguito le prime immagini di cover illustrate che mi restituisce la memoria, ancor prima delle melodie, quindi non per questo le più belle, semplicemente quelle a me più vicine oggi, domani chissà (prometto di articolare meglio questo milk-shake di suoni, epoche e nazionalità nei prossimi Illustracult). Venti cover illustrate e venti tracce (sulla playlist 19, Lucio Battisti su Spotify non lo ascolteremo mai). Vi avverto: sono dischi miracolosi, di quelli che suonano morbidissimi mentre ve ne state accoccolati sul divano.
Il nostro viaggio parte da qui, da una delle prime cover illustrate mai realizzate.
Beethoven – Emperor – Piano Concerto No. 5 in E-Flat – Alex Steinweiss

Tame Impala – Elephant – Leif Podhajsky

Moderat – Moderat – Pfadfinderei

Capital Cities – In a Tidal Wave of Mystery – Teri Whittaker

Blur – The best of Blur – Julian Opie

The Smashing Pumpkins – Mellon Collie and the Infinite Sadness / John Craig

The Velvet Underground & Nico – Andy Warhol

Sonic Youth – Goo – Raymond Pettibon

Cage the Elephant – Melophobia – R Clint Colburn

Wilco – If I ever was a child – Jean Cornellà

Lucio Battisti – L’apparenza

Diaframma – Siberia Reloaded – Manuele Fior

Bon Iver – Bon Iver – Gregory Euclide

Father John Misty – I love you honeybear – Alia Penner

Bombay Bycicle Club – A different kind of fix – Katie Scott

SBTRKT – Wonder where we land – A Hidden Place

New Order – Power Corruption & lies – Peter Saville

Caribou – Our love – Matthew Cooper

Interpol – El Pintor – David Calderley

La Femme – Psycho Tropical Berlin – Elzo Durt
