Giovanni


Giovanni

Sorry, there is nothing for the moment.

Quante cose potete dire di aver pensato da sempre? Sul serio. Provate a riflettere. Quante sono le cose che conoscete da una vita e rispetto alle quali non avete mai cambiato opinione? Non è facile trovare una risposta.
Così per me, che non mi ero mai posto questa domanda prima d’ora. Poi l’ho trovata, magicamente. C’è una cosa che ho sempre pensato, creduto e difeso con costanza fino a non molto tempo fa: la radio, come tutte le altre fonti d’informazione di oggi, è una merda.
Poi non lo so. Forse una botta in testa o un sogno premonitore; forse il crescere scoprendo che eri solo un mix di presunzione o, più semplicemente, il prendere tutto meno sul serio.
Come un bambino ho iniziato ad entusiasmarmi pensando la radio: questo contenitore magico dove puoi mettere insieme idee, riflessioni, persone e musica, coordinandole tra loro. Mi mancava ancora qualcosa però: un’immagine, una qualche immedesimazione, un input per trovare il coraggio di andare alla sede di RadioCult in cerca di un posto da speaker. Così quella notte l’ho sognato e tutto è stato più facile: Io, in un luogo dove nessuno mi può vedere, ma solo ascoltare, che parlo davanti a un microfono di quello che voglio e metto i dischi che voglio, senza che qualcuno possa accorrere dall’altra stanza per dirmi, infastidito: «Giovanni, ti prego, leva ‘sto schifo!».

 



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