Vocazione Specifica @ Young Performer Fest | LIVE REPORT

- Agosto 6, 2018

Siamo stati al Young Performer Fest a Collelungo, paesino di settantotto anime in provincia di Terni.
Atmosfera surreale (tre le vie principali, tricicli, piantine e gatti in abbondanza), palco enorme nella piazza principale e performance di livello.

Siamo arrivati appena in tempo per sentire gli amici Mattia de Virgiliis e Johnny Cerolini detto Jacopo nel loro “Vocazione Specifica”.
Citando: “Vocazione specifica è un disattento studio socio-antropologico sul caso. Sul carattere estemporaneo della performance, dell’improvvisazione e del ruolo imprescindibile dello spettatore.
Un frullato di sound collage, drone, techno e library che ha l’obiettivo di spiazzare il subconscio dell’ascoltatore, sarà quindi la necessaria ricerca di spiegazioni che guiderà il pubblico in un mondo da loro stessi creato, dove la necessità di dare forma agli imput sonori è pari allo assurdità delle forme e delle immagini create.”

E li abbiamo presi in parola.
Di seguito il flusso di coscienza delle sensazioni suscitate da ciò che stavamo ascoltando, che ci siamo segnati durante il live sugli appunti del telefono e che avremmo potuto (e dovuto?) mettere in fila successivamente.
Ma crediamo che così renda meglio l’idea di ciò che è stato.

“Improvvisazione elettronica con dischi e cazzettini”
“Sembra un rave a Versailles nel 700”
“Il valore dell’amicizia contro le fatine cattive del labirinto del fauno”
“Odissea nello spazio durante il viaggio o Interstellar con le onde sul pianeta piccolo”
“Piso che si gratta le palle”
“Cronenberg – Videodrome”
“Bee movie”
“Resident Evil, Dead Space”
“Partita a scacchi”
“Piccioni che volano al contrario”
“Bambine che giocano in modo preoccupante davanti al palco”
“Ogni tanto si guardano come per dirsi “che cazzo fai?”
“Vecchio che canta nelle cisterne dell’acqua”
“Twin peaks”
“Rick & morty”
“Cinque quarti”
“Bambine brave nei balletti pazzi”
“Estintori”
“China town gattino che fa così col braccio”
“Radio follia anni ’40 – medley”
“Canti di beduini nel deserto con i cammelli tutti morti”
“Fatina buona delle caramelle”
“Smarties che si sciolgono pianissimo nel latte mille colori”

Dopo il delirio, i jazzisti che ci siamo persi perché siamo arrivati in ritardo, salgono sul palco e parte la Jam.
E il delirio continua.

“Alla fine si aggiungono due jazzisti agli smarties”
“Poi tutti e 4 i jazzisti in un pezzo più ritmoso”
“Ed è il delirio”
“Umbriajazz lo vogliamo a collelungo anno prossimo”
“SPIPPOLI”
“L’ultima mezz’ora abbiamo fatto i balletti pazzi.”

É stato intimo, divertente e semplicemente bello. Auguriamo al festival di crescere, Collelungo spacca.


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background