Festival Internazionale del Giornalismo, venerdì 13 aprile 2018, Sala dei Notari: “Meglio liberi. Lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare.” Incontro con Alessandro Di Battista.
Redazione - Luglio 23, 2018
A cura di Svetlana.
Nel 2015 il ddl sullo ius soli è stato approvato dalla Camera ed è passato così al Senato, dove tutt’ora rimane bloccato: a dicembre del 2017 non è stato raggiunto il numero minimo per poter votare la legge e successivamente è stato rimandato tutto a dopo le elezioni del 4 marzo. Ma oggi siamo ancora a quel punto. E tanti giovani “stranieri italiani” sono in attesa della risposta dal Senato. Il punto più interessante di questa proposta di legge è che quelli astenuti alla Camera sono gli stessi che l’hanno sottoscritta, come il Movimento5Stelle, con Alessandro Di Battista fra i militanti di allora, e che nel 2017 non si sono proprio presentati per votare la legge.
Al Festival Internazionale del Giornalismo, il 13 aprile 2018, mi si è presentata un’occasione davvero unica per poter chiedere a Di Battista in persona che fine abbia fatto la legge sullo ius soli.
L’intervista condotta da Alessio Viola, giornalista di SkyTG24, inizia con le domande di carattere politico, nonostante Di Battista si dichiari subito fuori dal Parlamento, affermando però poco dopo di “non voler smettere di fare politica” riferendosi alla politica fuori dalle istituzioni.
Dopo circa venti minuti si comincia finalmente a parlare del libro “Meglio liberi. Lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare” e di Di Battista-padre. È la parte più divertente di tutto l’incontro, si vede come questa esperienza l’ha entusiasmato molto fino al punto di scrivere anche un libro dedicato al figlio.
Successivamente l’intervista si sposta sul piano giornalistico, sui temi più inerenti al Festival. Si parla delle “fake news”, e nell’occasione Di Battista smentisce alcune delle più importanti che girano sul suo conto. Quindi del mestiere di giornalista nel mondo di oggi, riguardo al quale il grillino esprime delle opinioni molto convincenti, con particolare riferimento ai direttori delle varie testate giornalistiche che lui chiama “editori impuri” in quanto hanno degli interessi personali oltre a quelli di divulgare informazione.
Alla fine dell’intervista Viola decide di passare la parola a noi, il pubblico, per le domande. È arrivato finalmente il mio momento, posso fargli la fatidica domanda sullo ius soli (58:14). La risposta era comunque prevedibile: sul futuro della proposta di legge non sa dire niente perché non fa più parte del Parlamento. Sul perché non se ne parla più afferma di basarsi su una certa gerarchia dei diritti per cui prima dello ius soli viene altro ovvero i diritti sociali ed economici. Secondo lui quelli politici e civili non sono prioritari, ma comunque devono essere tutti interconnessi.
Non ho potuto replicare e dire a Di Battista che i diritti in quanto tali non possono essere classificati in uno schema piramidale, quindi non c’è un diritto più importante dell’altro; e che se si concede la cittadinanza a tantissimi ragazzi stranieri che hanno vissuto quasi tutta la loro vita in Italia non si toglie niente al popolo italiano. Per cui non ci sono scuse, lo ius soli deve essere approvato. Quanti potenziali elettori si sta perdendo lo Stato italiano!