Festival Internazionale del Giornalismo, 12 aprile 2018: panel di discussione “Integrare la diversità nelle redazioni”

- Luglio 11, 2018

A cura di Svetlana

Giovedì 12 aprile nell’ambito del Festival del Giornalismo di Perugia si è tenuto nella Sala del Dottorato un interessante dibattito con cinque relatori internazionali sulla tematica della diversità sia nelle redazioni che nelle rappresentazioni dei media. Si è parlato della disuguaglianza a 360 gradi (la diversità di appartenenza culturale, ma anche di genere, quindi il tema delle pari opportunità e del “gender pay gap”, ovvero la disparità retributiva tra uomo e donna, #metoo, ecc).

Diane Kemp, professoressa presso la Birmingham City University, dove insegna [] giornalismo radiofonico, ha aperto il dibattito con una domanda rivolta a tutti i partecipanti del panel: cos’è che potrebbe fare la differenza per l’integrazione delle diversità nelle “newsrooms”?

La prima a intervenire è stata Reshma Rumsey dell’ITN (Independent Television News, una rete televisiva inglese sensibile al multiculturalismo britannico). Secondo Rumsey, c’è bisogno di due tipi di cambiamento []: da un lato i giornalisti si devono impegnare a rappresentare la società nelle più svariate sfaccettature, anche quando si parla dei problemi quotidiani. Nello stesso tempo però ci deve essere anche un cambiamento che parte da dentro le redazioni: più persone appartenenti a diverse culture che possano fungere da ponti con le diverse popolazioni multietniche presenti nella società.

Doug Mitchel, un altro partecipante al panel, ha parlato della sua esperienza come conduttore e fondatore della “Next Generation Radio” negli Stati Uniti. È una rete radiofonica particolare di cui entrano a far parte persone di diverse nazionalità dopo un breve periodo di formazione. È presente negli Stati Uniti ormai da diversi anni e ha avuto un enorme successo. Questo grande progetto è servito (e serve ancora perché la strada da percorrere è ancora tanta) a far capire a tutta la popolazione che le diversità sono delle ricchezze, un valore aggiunto a un qualcosa che esiste già.

Le ultime due partecipanti, Lydia Langer (LBB di Berlino) e Anne-Marie Valentine (WMF “Women’s Media Foundation, Stati Uniti), hanno parlato della condizione delle donne nel mondo dei mass-media in generale. Si è discusso, oltre che della disparità retributiva, anche dei diritti delle donne come lavoratrici in televisione, dalla maternità ai congedi parentali fino ad arrivare al fenomeno che ha preso piede in questo periodo, ovvero #metoo.

Il dibattito si è concluso con un’altra domanda da parte di Diane Kemp: qual è il suggerimento o l’approccio da tenere per poter cambiare la società verso un’integrazione sempre migliore? Tutti i partecipanti sono arrivati alla conclusione che ci vuole meno rivalità e più collaborazione. Reshma Ramsey ha aggiunto anche che questa collaborazione è ancor più importante per quanto riguarda le diversità culturali, il poter trasmettere agli altri il sapere acquisito con la propria esperienza.

Il cammino è ancora in salita, ma a piccoli passi si può comunque arrivare alla meta stabilita, proprio come una lumaca che fa il suo tragitto tutti i giorni.


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