Formarsi per l’integrazione

- Luglio 23, 2018

A cura di Mouktar ISMAEL ALI

Tra il 27 aprile 2018 e il 19 maggio 2018 alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica di Pila si sono svolti 5 incontri laboratoriali con il metodo del service design. Questi incontri rientravano in un progetto del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), promosso dalla Regione Umbria. Il progetto, intitolato D.E.E.P (Dialogo interculturale ed eventi di partecipazione attiva dei migranti), prevedeva diversi interventi volti all’integrazione dei migranti che vivono in Umbria. Queste giornate formative sono state elaborate da Claudia Busetto e Vincenzo Di Maria, esperti del settore service design, fondatori dell’organizzazione Commonground srl che si occupa di trasferire strumenti progettuali e modalità partecipative a persone che lavorano in diversi settori.

Secondo Vincenzo Di Maria, il service design è un metodo per creare o migliorare politiche e servizi. L’esperto aggiunge che si tratta di un metodo interdisciplinare che – proprio come il design di prodotto – si avvale del design thinking. Le modalità in cui si realizza il service design sono: la ricerca con i cittadini, la generazione collaborativa di idee, la prototipazione e la sperimentazione per fornire servizi che sono costruiti intorno alle reali esigenze dei cittadini. Il design partecipativo o codesign permette di individuare insieme alle persone (utenti finali e staff interno) il funzionamento del servizio stesso, focalizzandosi su tutto il processo o solo su alcuni aspetti più critici.

A questi incontri hanno partecipato i partner del progetto, gli enti locali, le associazioni di migranti, altri stakeholder provenienti dal privato sociale attivamente coinvolti nell’erogazione dei servizi interessati.

I laboratori si sono articolati in 3 incontri di 2 giorni ciascuno, durante i quali si è proceduto a illustrare il progetto, coinvolgere le associazioni, raccogliere le informazioni utili, fare emergere i bisogni latenti e sviluppare proposte e raccomandazioni congiunte.

La formazione mirava a familiarizzare con gli strumenti specifici del service design: mappatura degli stakeholder, tecniche di intervista etnografica e di ricerca quantitativa e qualitativa nel service design, mappatura dei bisogni degli utenti in modo empatico, identificazione di top e flop nelle esperienze degli utenti, brainstorming guidato e sviluppo guidato delle idee.

Infine è stato redatto un documento di raccomandazioni che è stato poi inoltrato ai responsabili della Regione Umbria nella speranza di adeguare le sue politiche migratorie alle reali necessità dei servizi destinati ai migranti.

 


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