Alla scoperta dei NUR | ROAD TO #UCS18

- Luglio 2, 2018

Abbiamo incontrato per voi la giovane band perugina che, calcando il main stage del Frontone, aprirà la serata del 7 luglio in cui si esibiranno, dulcis in fundo, gli Zen Circus.
Grafiche sofisticate, i video di qualche live, contenuti enigmatici e quel punto, in fondo al nome, a cui tengono così tanto: così, nella loro pagina facebook, si presentano i NUR. agli internauti che li vogliono scoprire. L’aura da ragazzi tormentati che li circonda nasconde, in realtà, cinque amici: alla complicità decennale del duo Leonardo Fortunati e Massimiliano Rrapaj, rispettivamente chitarra e basso, nonché nucleo fondante del gruppo, si sono aggiunti la delicatissima voce di Beatrice Bernardini, l’estro di Tommaso Donati al synth e, infine, la grinta della batteria di Francesco Busti.

L’attuale formazione, ai più attenti e informati sul panorama underground umbro, ricorderà quella dei We could be happy – state tranquilli, non è un’allucinazione e non vi sbagliate.

Noi siamo cambiati, interiormente ma anche per quello che riguarda alcuni dei componenti; è cambiata la nostra musica, la nostra identità. Nonostante cambiare sia qualcosa di “rischioso”, in termini di seguito o di reputazione, sentivamo il bisogno di trovare una nuova definizione per iniziare una fase inedita della nostra vita artistica. E questa necessità è stata molto più forte del timore per qualunque altra conseguenza. Ora siamo felici di aver trovato un nome che ci rappresenta per quello che siamo diventati.

Lo spirito è rimasto però intatto e la qualità nella composizione delle canzoni, tanto in termini di arrangiamento quanto nella ricercatezza dei testi, si è arricchita con l’arrivo dei nuovi componenti.

Ognuno di noi ha un background musicale molto diverso dagli altri, e puntiamo a trovare qualcosa di nuovo che sia anche la sintesi dei nostri gusti personali. Probabilmente accadrà in tutte le band, ma a noi piacciono cose talmente distanti tra di loro – dalla musica classica e minimal al punk rock, passando per Radiohead, Baustelle, De André, l’alternative e l’indie – che trarre un valore aggiunto dai punti in comune non è certo facile, così come tracciare una linea di riferimento per i nostri testi. La chiave è cercare di “poeticizzare” quella che è la quotidianità, il punto di vista della nostra generazione, mesciando tormenti e passioni di noi ventenni con riferimenti culturali piuttosto disparati, dal mito greco di Aracne alla vicenda Abramovich/Ulay.

I NUR. non sono certo estranei al palcoscenico dell’Umbria che Spacca, su cui si sono esibiti già l’anno passato; poco dopo è arrivata la consacrazione come band universitaria emergente con la vittoria del contest universitario Unimusic.

In un anno sono successe tante cose, abbiamo fatto molte serate, in Umbria ma anche in altre parti d’Italia: per esempio, abbiamo condiviso il palco con la Rappresentante di Lista e partecipato al festival “L’arte non è acqua” a fianco dei Nobraino. Però quella per cui siamo più emozionati è sicuramente la possibilità di poterci rinchiudere in studio a registrare, ma non vogliamo fare troppi spoiler…

Nemmeno nel farsi pubblicità hanno voluto allontanarsi troppo dai loro personaggi, misteriosi e un po’ malinconici. Eppure, una piccola anticipazione ce l’hanno voluta lasciare.

Perché dovreste venirci a sentire? Perché attualmente non siamo definibili con un unico genere, e le parole non possono certo bastare per capire il nostro progetto fino in fondo. Quello che facciamo è molto particolare, e nessuno finora è riuscito ad accostarci a un’altra realtà. Poi perché è sabato sera, è gratis e ci saranno gli Zen, non avete scuse.

Nell’attesa di scoprire se le aspettative saranno rispettate, l’appuntamento è per sabato 7 luglio, ore 20:00, al main stage dei Giardini del Frontone.

 


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