Strage di Corinaldo al concerto di Sfera Ebbasta, tutte le idiozie del caso

- Dicembre 10, 2018

Lo so benissimo, dopo una strage come quella accaduta a Corinaldo nella discoteca Lanterna Azzurra per il concerto di Sfera Ebbasta, rimanere lucidi è pressoché impossibile.

Sentire di ragazzi morti a seguito di un gesto idiota, lo spruzzare una sostanza urticante nell’aria, al quale è seguita una fuga di massa per la quale alcune transenne hanno ceduto sotto il peso della massa, causando la caduta di persone poi schiacciate da chi arrivava dietro è qualcosa che gela il sangue. Commentare a caldo un evento simile è difficile ma nei tempi di oggi in cui una notizia produce indotto, astenersi dallo scrivere è di fatto impensabile, soprattutto per chi di notizie vive.

Il problema però è che le notizie oggi non sono più veicolo di verità, ma corsa al click, quindi niente verifiche, niente ricerche, niente di niente, solo scrivere tanto per “essere sul pezzo” sempre e comunque. Niente di nuovo direte voi ed avete ragione. Il problema nasce però quando queste notizie, condite di sensazionalismo e terrore, finiscono per danneggiare e non semplicemente per informare.

Tutti sapevano già tutto

Già a meno di un’ora dall’accaduto le bacheche social dei giornali erano piene zeppe di numeri di partecipanti, cause del disastro, colpevoli e soluzioni ad ogni male. Lo stesso avveniva con dichiarazioni di politici già pronti ad agire. Le discoteche in un attimo sono tornate ad essere degli “inferni”, delle “giungle di illegalità”, dei mattatoi in cui i giovani vengono sfruttati per fare cassa e gli artisti, da semplici cantanti vengono dipinti come profeti del male in grado di trasformare dei semplici ragazzi in drogati, alcolizzati e potenziali assassini.

Si è parlato di alcol per poi dire che non era alla base dell’accaduto, di droghe per poi dire che non avevano causato problemi, di numeri di spettatori che nessuno conosceva, soltanto per cercare un colpevole, soltanto per scaricare le colpe verso qualche singolo soggetto uomo, cosa od animale che sia, tanto non importa, l’importante è colpevolizzare.

Nessuno che abbia fatto notare, numeri alla mano, quanti ragazzi la stessa sera erano a divertirsi nei restanti locali di tutt’Italia senza che niente di simile sia accaduto. Certo, questo non significa che ciò che è avvenuto sia archiviabile con un “va bene così, in fondo sono morti solo in sei su migliaia che erano in giro a divertirsi”, ma va detto che non tutti i locali sono uguali e non tutte le persone sono uguali.

Se oggi è un susseguirsi di “lo sapevano tutti”, “funziona ovunque così”, “in ogni locale ci sono più persone del consentito”, questo significa che qualcosa non funziona e che chi è preposto ai controlli di sicurezza non compie il proprio dovere. Ma è più facile scagliarsi contro le parole di un rapper, contro i suoi testi birichini che avrebbero la colpa di trasformare ragazzi in killer. Come facile sarebbe scagliarsi contro chi ha permesso che queste armi non letali (spray per autodifesa) divenissero legali dopo anni di campagne allarmanti sulla sicurezza.

La colpa è dei testi di Sfera Ebbasta?

Sapete quanta gente ascolta Sfera Ebbasta? Parliamo forse di milioni di persone e vorreste farmi credere che ognuno di loro è un potenziale assassino o quantomeno un completo deficiente? Scherzando fino a ieri avrei risposto di sì, ma sottolineo scherzando. A fronte di quanto scritto fino ad oggi dico e sottolineo: no. E se dessimo per buono che in quel locale c’erano veramente 1400 persone e pensiamo al gesto forse compiuto da una piccola cricca (mia ipotesi) di 5 ragazzi, be’ il loro numero è soltanto lo 0,3571% dei partecipanti (se non ho sbagliato i conti), cifra che dovrebbe già assolvere Sfera Ebbasta.

Quello che mi chiedo è: chi siete voi per arrogarvi il diritto di dare del delinquente ad un artista che, esattamente come i pennivendoli intenti a pontificare sull’accaduto, usa la sua professione, e le proprie parole per generare profitti? Chi siete voi per parlare di alcol, di droghe, di vita dei giovani quando a malapena ascoltate i vostri figli e forse non avete neppure mai passato una serata in “quegli inferni” che oggi descrivete neppure foste dei provetti Alighieri. Chi più ha criticato questo è anche colui che più ha appoggiato la liberalizzazione della vendita degli spray al peperoncino, venduti anche nelle edicole a corredo di quotidiani, e sarebbe come dire che la colpa è di chi ha venduto quello spray e non di chi lo ha usato in modo criminale.

Chi siete voi per parlare di sicurezza quando fino a ieri neppure sapevate quali e quante norme esistono per i locali e a quali responsabilità vengono delegati i proprietari di locali, sperando che essi rinuncino ai loro guadagni in nome di un’onestà che non esiste in nessun settore di questo paese.

Ho sentito gente accusare i genitori di quei ragazzi quasi fossero dei debosciati a lasciare che i loro ragazzi potessero andare ad un concerto simile a soli quindici anni. Be’ chi scrive oggi a quarantatrè anni, quando ne aveva quindici ha visto gli Iron Maiden, i Litfiba, i Pink Floyd e via dicendo, in un periodo in cui non c’erano neppure leggi sulla vendita di alcol e sigarette ai minorenni, figuriamoci norme sulla sicurezza.

Ricordiamoci che oggi all’ingresso dei concerti, come per strada, si viene perquisiti per droga o al massimo per possesso di bottigliette d’acqua, le stesse bottigliette d’acqua che poi vengono vendute all’interno addirittura munite di tappo. Ricordiamoci che il ragazzo ora accusato di aver spruzzato il dannato peperoncino è adesso in stato di fermo per droga, per droga, l’unico reato con il quale si finisce dentro, e spesso non si esce se non da morti, in questo maledetto paese.

Dal gesto alla causa

Quindi tutto è pronto per passare dal gesto alla causa.
Anche a me ciò che è accaduto ha messo addosso una tristezza enorme, soprattutto perché di eventi come quello ne ho organizzati molti, come a molti ho partecipato da spettatore e quando vedi accadere certe tragedie, puoi solo pensare a quanto sei stato fortunato di non aver incontrato un deficiente simile, ma da qui a dare colpe, sicuro anche delle cause di un tale gesto o di cosa ha fatto o non ha fatto la gestione del locale, ce ne passa. Un po’ come dopo il crollo del ponte di Genova sapevamo già come risolvere la questione senza neppure aver capito cosa fosse successo.

Ora ciò che mi spaventa è l’Italia, questa Italia del terrore e del medioevo delle idee che sarà pronta a sfornare migliaia di dichiarazioni di guerra che nella migliore delle ipotesi finiranno nel nulla o che nella peggiore daranno vita a decine di leggi partorite da pance sconvolte e da cervelli buttati all’ammasso, qualora di cervelli ne siano rimasti.


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