LIL WAYNE – THE CARTER V
Roberto Bondi - Ottobre 9, 2018

Uscita: 28 Settembre 2018
Etichetta: Young Money, Republic, Universal.
“Mama love you, I can’t wait til your album come out / Because everybody asking about it and I know it’s gon’ be a beautiful album / Love you Dwayne.”
Con queste parole della madre, tra lacrime e singhiozzi, si conclude “I love You Dwayne”, il primo brano del nuovo album di Lil Wayne, “The Carter V“, ed è subito un immergersi nell’atmosfera malinconica e dolceamara che pervade complessivamente il disco per tutta la sua durata, nonostante le fugaci apparizioni di un paio di pezzi energici e dinamici.
Mai come in quest’album notiamo la presenza di un Lil Wayne debole, vulnerabile, ma allo stesso tempo consapevole della strada percorsa e del suo operato nella grande mischia che è oggi il rap americano. Da Kendrick Lamar a Drake, fino ad arrivare a Young Thug, tutti devono qualcosa a Dwayne. A conferma di questa speciale ammirazione nei suoi confronti, molte sono le collaborazioni presenti nell’album (Travis Scott, Snoop Doog, Nicki Minaj). Risalta su tutte “Mona Lisa”, con Kendrick Lamar, vero capolavoro fra le tracce del disco e storia di una seduttrice di uomini che non ha altro scopo se non quello di derubare i suoi amanti. “Don’t cry”, con XXXTENTACION, è uno spassionato – ma guarda un po’ – omaggio alla morte, in cui Dwayne rassicura e consola la madre invitandola a non piangere. E’perfino presente un campionamento di un discorso di Barack Obama, nel finale di “Dedication”, dove l’ex presidente afferma «Possono anche pensare di avere un buon tiro o un buon flow, ma non tutti i nostri figli possono aspirare a essere LeBron James o Lil Wayne». Da sottolineare poi i due featuring speciali con la figlia, Regina Carter (avuta all’età di 16 anni) e la sua ex, Nivea.
Dopotutto, possiamo anche un po’ capirla questa malinconia e questa sottintesa “stanchezza” (che non si direbbe date le 23 tracce del disco) in Lil Wayne, i suoi ultimi otto anni sono passati fra litigi con la casa discografica, problemi di salute e arresti vari. Otto anni, questi, in cui fra uno sbalzo e l’altro Wayne è riuscito però a piazzare anche un disco niente male. Insomma, se vogliamo almeno cercare di indagare i pensieri e i sentimenti di questo rapper, possiamo solo ascoltare attentamente il suo album più intimo e personale, dove nel brano finale, “Let It All Work Out”, si narra perfino – a proposito di drammi personali – del suo tentato suicidio a 12 anni, quando sua madre non voleva lasciarlo continuare con il rap.
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