SUBSONICA – “8” – Recensione, Tracklist e Copertina

- Ottobre 19, 2018

Subsonica 8 Copertina

Uscita: 12 ottobre 2018
Etichetta: Columbia Records

«…I nostri anni hanno sfidato il tempo / E anche scommesso di cambiare un mondo / Tornati indietro per pagare il conto…» (Jolly Roger)

Credo che le intenzioni sottese (ma neanche tanto) dei Subsonica nel loro ultimo album, uscito poco meno che una settimana fa, siano sufficientemente chiare a tutti. Armati di sintetizzatore e meticolosa critica scientifica alla realtà, ai sentimenti e al nostro tempo, il gruppo torinese  – che si fece conoscere ormai quasi 20 anni fa – con “8”, il loro ultimo lavoro, torna intenzionalmente alle origini. A sancirlo il simbolo di copertina: un 8, appunto, che è anche ed inequivocabilmente il simbolo dell’infinito.
“8“si compone di 11 brani, ciascuno contenente un frammento di storia della band. Il passato che ritorna. Il presente che torna al passato. La ciclicità dei temi e delle sonorità corre in modo quasi ossessivo nell’intero album, così tanto che se per qualsiasi ragione ci si dovesse distrarre dall’ascolto, in un attimo si tornerebbe agli anni ’90.

Volutamente non mi inoltrerò nell’analisi di ciascun brano, i Subsonica certo non hanno bisogno di essere “spiegati” né tantomeno raccontati nel particolare. Tuttavia, credo che per comprendere questo loro ultimo album, sia fondamentale l’ascolto dei primi lavori: “Microchip Emozionale” (1999), “Amorematico” (2002), “Terrestre” (2005). Singoli come “Tutti i miei sbagli”, “Discoteca Labirinto” e “Nuvole Rapide” per citarne solo alcuni tra i più famosi, sono senza dubbio punti di riferimento da avere presenti per sentire e percepire certe immagini sonore, certe ritmiche atmosfere.

I brani monito per “8” possono essere riconosciuti in singoli come “Jolly Roger“, primo brano del disco che si apre ad un funky beat elettrico e sicuramente nostalgico e di repertorio; “Punto critico” e “Fenice” per le progressioni sonore d’effetto, le sfumature d’elettronica che sono semplice appannaggio degli sperimentalismi degli albori, dove la dinamicità ritmica ben asseconda quella sprezzante critica sociale, tipica dei Subsonica, e reperibile anche in “Incubo“, unica traccia dell’intero album realizzata con la collaborazione di Willie Peyote. Le note si fanno poi più cariche di significato ed emozione in “Le Onde” (dedica ad un amico scomparso) e in”L’incredibile performance di un uomo morto” (da ascoltare, magari, al vetro di un treno).

“8” è un disco che si inserisce nella storia di questo gruppo in silenzio, placidamente si unisce alla discografia senza gloriosi intenti, ma semplicemente, recupera versi, beat e sonorità per tornare al passato, per raccontare il presente.

Tracklist and Download

 

 

Costanza Ambrosi ha scritto altre recensioni veramente interessanti che puoi leggere direttamente dal suo archivio utente nel Magazine Radio Cult.


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