FIRST MAN – IL PRIMO UOMO – Recensione
Federico Marcovecchio - Novembre 5, 2018
Questa settimana siamo tornati in sala al PostModernissimo di Perugia per quello che è il film americano dell’anno. Ne avrete sentito parlare e ne sentirete ancora parlare in vista delle statuette, First man – Il primo uomo è il biopic su Neil Armstrong e sul percorso che lo ha portato al momento storico dello sbarco sulla Luna. Questa storia più o meno la conosciamo e non è la prima volta che la si racconta al cinema, eppure il giovane Damien Chazelle (Whiplash, La la land) è riuscito a dirigere un film intimo e allo stesso tempo perfettamente controbilanciato dall’epicità che meritava.
Dietro a ogni grande uomo c’è una storia di sofferenza, sacrifici, dedizione. Neil (Ryan Gosling), con la sua compagna di viaggio Janet (Claire Foy), affronta a testa alta le prove e le perdite a cui la vita lo sottopone, senza mai rinunciare al suo sogno, a quella missione che sola poteva rendere giustizia a tutto ciò che si era dovuto pagare. E nonostante gli altissimi costi umani e materiali, forse ne è valsa la pena. «That’s one small step for a man, one giant leap for mankind», le storiche parole pronunciate sul suolo lunare riecheggiano in tutto il film negli occhi profondi e determinati di Neil, occhi sempre puntati verso quello Spazio capace di dare uno scopo a tutto il sudore e a tutte le lacrime.

Chazelle ha dietro di sé solo tre film ma ha già dimostrato di cosa è capace. Dopo due (meravigliose) pellicole che avevano al centro la musica, ora cambia quasi totalmente registro e intraprende una svolta importante per la sua carriera. Nonostante abbia scelto un tipico biopic all’americana – per fortuna scevro di un eccessivo patriottismo -, è perfettamente riconoscibile la sua impronta autoriale che ricorda sia la tenerezza nostalgica di La la land quando racconta la vita privata nella casa di Neil, sia la risoluta e inarrestabile volontà di riuscita, che permeava Whiplash, nella dedizione totale di Armstrong. Per di più, il film diventa un’esperienza visiva e sonora con un ritmo serrato che permette di immergersi completamente nella vicenda adoperando uno stile a metà strada tra Interstellar e Dunkirk. Infine, a confezionare perfettamente il pacchetto sono le splendide musiche di Justin Hurwitz, ancora a fianco del regista dopo il premiatissimo successo di La la land.
Ultima nota per le performance interpretative: Gosling dà una prova matura e consapevole nel riconsegnarci un Neil schivo, introverso e trattenuto, un uomo carico di difficoltà vissute e di sofferenze assimilate che ci vengono presentate come il motore ultimo del suo successo. Di contro, Clare Foy ci dona con la sua espressività e i suoi sguardi una moglie capace di sostegno e vicinanza che sa imporsi per il bene dei figli e dello stesso Neil.
Chazelle è CULT, ci piacciono tanto i suoi film e con First Man ha aggiunto un altro importante tassello hollywoodiano di qualità. Guardatelo al cinema, al Postmodernissimo lo trovate in sala.
Federico Marcovecchio è il nostro esperto di cinema. Collabora ormai da un po’ con il cinema PostModernissimo di Perugia scrivendo per il nostro Magazine recensioni davvero molto interessanti che puoi trovare qui.