THE CHILDREN ACT – IL VERDETTO – Recensione

- Ottobre 27, 2018

The Children Act – Il verdetto è l’adattamento cinematografico del penultimo romanzo di uno scrittore amatissimo in tutto il mondo, Ian McEwan. In questo caso l’autore  stesso si è dedicato a trasporre il racconto letterario in una sceneggiatura per la regia di Richard Eyre.

La vicenda trae spunto da un caso giudiziario e ruota attorno a Fiona Maye (Emma Thompson), un affermato giudice specializzato in casi di diritto familiare e minorile. Oberata di casi, delicati sotto il profilo etico e giuridico, l’onorevole Maye deve affrontare la storia di Adam Henry (Finn Whitehead), diciassettenne gravemente malato di leucemia che rifiuta le trasfusioni di sangue, vitali per la sua sopravvivenza, in quanto testimone di Geova. Questo processo, aperto per la minorenne età di Adam, porterà Fiona a conoscere direttamente il ragazzo attraverso un incontro che intreccerà inaspettatamente la vita dei due.

A prima vista sembra che il film ponga sul tavolo un tema particolarmente complesso e dibattuto: il rapporto tra giustizia ed etica, ovvero tra benessere e dignità, tra medicina e libertà del paziente. Quale potere ha la legge su casi limite o particolarmente critici? Come rispettare la volontà del minore, o dei genitori, se non concorda col suo “miglior interesse”? Chi può davvero definire il “miglior interesse” di un ragazzo? Tali casi, che oggi diventano inevitabilmente giudiziari, aprono un mondo di posizioni e prospettive sulle quali, appunto, bisognerebbe dibattere per ore. La questione sembra particolarmente interessante e spinosa, data l’attualità della discussione suscitata soprattutto dai recenti e drammatici casi di cronaca inglese che hanno avuto una forte risonanza mediatica.

In realtà, seppure la vicenda si snoda su questo caso, è solo una parte abbastanza esigua. Al centro c’è innanzitutto la vita di Fiona, che conosciamo subito nella sua vacillante vita coniugale con il marito Jack (Stanley Tucci);  così ci viene presentata la donna infelice e in crisi che si cela dietro a un giudice di alto spessore professionale, capace di essere sempre distaccato ma umano, competente ma completamente votato alla legge. Emma Thompson in questo è strabiliante e riesce ad essere sia statuaria e cinica che sensibile e attenta, dimostrando perennemente un’eleganza quasi regale. L’incontro con l’adolescente appassionato e sognatore diventerà l’occasione per Fiona di riscoprirsi fragile ma allo stesso tempo viva e nuovamente capace di amare.

Non un classico legal movie, ma più sbilanciato verso un dramma (a tratti leggermente melenso). Il verdetto è un dramma letterario trasportato come tale nel linguaggio cinematografico, così che se da un lato non sfrutta al meglio le potenzialità proprie di tale forma espressiva, dall’altro riesce a coinvolgere proprio come in un romanzo, alla maniera con cui solo McEwan sa fare nei suoi garbati e morbosi racconti sui ceti medi inglesi.

Lo trovate in sala al cinema Postmodernissimo, insieme a tanto altro, e in proiezione fino a martedì 30 ottobre.

 

 

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